Bernabè: «Il titolo deve tornare a livelli del mio primo incarico»


Di Gaia Giorgio Fedi
Pubblicato su Finanza & Mercati del 4/12/2007

Il nuovo ad di Telecom e Galateri, cooptati ieri in cda, anticipano le priorità del nuovo corso: «Acquisizioni e crescita di valore»

L’idea non è originale, ma segna un’inversione rispetto agli ultimi anni: Telecom Italia deve tornare a fare acquisizioni e riportare il titolo ai fasti del passato. Nel corso della conferenza stampa di insediamento, il neopresidente Gabriele Galateri di Genola e il nuovo amministratore delegato, Franco Bernabè, cooptati ieri pomeriggio in cda, dopo aver ringraziato dipendenti e management uscente hanno scandito una lista di priorità per il gruppo.
Sul piano industriale si deciderà nei prossimi giorni, ma i macro-obiettivi individuati finora suggeriscono già un piglio più aggressivo nella gestione: «Occorre restituire ai dipendenti l’orgoglio di appartenere a una società vincente – ha dichiarato Bernabè – conquistare una quota importante in un mercato che cresce e ridare soddisfazione ai soci». Per il manager, fino a ieri vice presidente di Rothschild Europe, ridare slancio alle quotazioni sarebbe anche una questione di rivalsa personale. «In passato ho fatto l’ad di Telecom per sole due settimane, i mesi successivi li ho passati a fronteggiare l’Opa (di Colaninno, ndr)», ha sottolineando Bernabè, ricordando di avere lasciato il titolo, alle dimissioni nel 1999, intorno ai sei euro.
La ricetta accennata da Bernabè comprende la crescita esterna («per ora mi preoccuperei più di acquisizioni che non di dismissioni»), un focus sull’Itc («offre buoni spazi di crescita per il gruppo»), mentre sulla separazione della rete verrà avviato «tempestivamente un confronto con l’Agcom», con l’obiettivo di trovare «una soluzione che vada bene per tutti».
È invece «troppo presto per stimare le sinergie con Telefonica», ha spiegato Galateri, sottolineando che l’accordo con gli spagnoli «è stato fatto su un’unica base: riportare Telecom Italia al suo valore, immagine e risultati». Il successore di Pasquale Pistorio ha definito il nuovo incarico come il suo «impegno fondamentale», dichiarando la disponibilità a lasciare, eventualmente, la vicepresidenza di Rcs nel caso di conflitti d’interesse (per esempio con TI Media). Tra le deleghe attribuite al neopresidente spiccano la responsabilità sulle funzioni general counsel e corporate and legal affairs e quella sull’audit: «Il vero capoazienda però è Franco», ha spiegato il top manager torinese. All’ad competono la definizione dei piani industriali, strategici e finanziari, il coordinamento delle divisioni e la definizione degli assetti organizzativi. Bernabè ha iniziato a dismettere tutte le proprie partecipazioni, con l’intenzione di lasciare «qualsiasi tipo di attività per concentrarmi solo su Telecom: non posso permettermi di non portare a termine un progetto in cui credo moltissimo».

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