Archivi categoria: Il valzer degli addii

Pirelli e i fendenti di Gori

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titolo gori

 

 

A un anno dalla sua uscita da Pirelli, Francesco Gori si toglie qualche macigno dalla scarpa con un’intervista rilasciata a Giovanni Pons di Repubblica, pubblicata oggi (e finora abbastanza ignorata dalle agenzie).

Il messaggio di Gori è che dalla sua uscita il debito di Pirelli è cresciuto di un miliardo mentre i concorrenti hanno generato cassa, che il presidente e ad (o come direbbero i francesi, pdg) di Pirelli, Marco Tronchetti Provera, non si è occupato di «costruire una linea di successione» e che il team manageriale «si è inaridito con la perdita di pirelliani di lunga esperienza e competenza».

Gori era stato zitto per un anno intero (chissà se, oltre a una clausola di non concorrenza di tre anni, non ne avesse anche firmata una di riservatezza, magari per un anno soltanto). Adesso non resta che aspettare la risposta di Pirelli – diretta o, più probabilmente, indiretta – alle esternazioni del suo ex manager.

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Bye bye baby. Tempo scaduto per Perissinotto alle Generali

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Qualche settimana fa una fonte vicina alle Generali, nel tentativo di negare che si stesse coagulando un consenso tra gli stakeholder sull’uscita dell’ad Giovanni Perissinotto, si lasciò sfuggire – forse per sbadataggine, forse intenzionalmente – una frase del genere: “Perissinotto ha il suo termine”.

Ebbene, il termine era più vicino di quanto si pensasse: sabato si terrà un cda straordinario di Generali, come conferma un comunicato diffuso dal gruppo alle 10 di sera, quando ormai il tam tam mediatico aveva già dato l’ad per spacciato. Nel linguaggio freddo dei comunicati stampa, si parla di decisioni ai sensi degli articoli 2381, 2386 e 2389 del codice civile. Tradotto: decisioni su “Comitato esecutivo e amministratori delegati”, “sostituzione degli amministratori” e compensi degli amministratori. E il totonomine ha già rilanciato un nome per la successione: Mario Greco, ex ad di Ras, al momento ceo General Insurance di Zurich.

La poltrona di Perissinotto si era rivelata pericolante già un paio di anni fa: alcuni azionisti erano scesi in campo per sostenerlo, con il beneplacito anche di Cesare Geronzi, che in quei giorni si preparava a traslocare a Trieste da presidente del Leone. Poi qualcosa è cambiato, Geronzi è stato cacciato (con l’aiuto proprio di Perissinotto), la crisi ha azzannato i conti e sono tornate di attualità le solite accuse di immobilismo, come quelle che aveva mosso qualche anno fa Davide Serra di Algebris, che gli erano valse delle sonore spernacchiate in assemblea da parte dell’ultraottantenne Antoine Bernheim (un altro nome della lunga parata di soggetti defenestrati dalle Generali). Ma da quelle spernacchiate a oggi, a parte un paio di pensionamenti di lusso, poco è cambiato in quel di Trieste.

AGGIORNAMENTO:

Perissinotto ha scritto una lettera ai consiglieri. Qui il link alla Reuters con il testo integrale.

E questa è la risposta di Leonardo Del Vecchio (che su Generali ha 500 milioni di perdite) .

 

Bye bye baby – Marylin Monroe