Archivi tag: agenzie di rating

È andata così: un altro downgrade a rovinarci la serata

Standard

È andata così, e il copione è più o meno lo stesso da qualche mese a questa parte. A tarda sera, mentre tergiverso ancora un po’ con l’ipad buttando un occhio alla posta di redazione e uno a twitter (anziché decidermi finalmente a finire l’Ulisse, che ho iniziato 15 anni fa ma sono ancora a pagina 42 o giù di lì), arriva la mazzata: un altro downgrade sull’Italia (e le possibilità che stasera riprenda in mano l’Ulisse precipitano verticalmente).

Stavolta si tratta di Moody’s, che taglia il rating dell’Italia da A2 ad A3, proprio alla vigilia di una nuova asta di Btp, circostanza che – nel caso – renderebbe più difficile giustificare un eventuale bid-to-ratio misero con fantomatici “problemi tecnici”. L’agenzia non tartassa solo noi (ha declassato anche Spagna, Portogallo, Malta, Slovenia e Slovacchia e peggiorato l’outlook di Austria, GB e Francia) e nel nostro caso cita una serie di ragioni che – per carità – non è che siano proprio buttate lì… E va bene, incertezza e deboli prospettive economiche dell’area euro, unite a un debito pubblico che resta oggettivamente mostruoso e al rischio che il governo non riesca a raggiungere gli obiettivi di consolidamento significano questo: che l’Italia perde un notch, un gradino, del suo merito di credito. E si tiene pure l’outlook negativo, che suggerisce la possibilità di ulteriori tagli (per non essere da meno di S&P, probabilmente, che su di noi ha un rating più basso di un notch rispetto a Moody’s, ma non divaghiamo).

Possibile un nuovo declassamento? L’agenzia dice di sì: perché le prospettive economiche dell’Europa, alle prese con misure di austerity che certo bene non fanno al Pil, sono una discreta fetecchia. E rendono ancora più aspre le difficoltà che l’Italia aveva già per i fatti suoi e di fatto mettono a rischio la generazione di un surplus primario che ci serve per compensare il pagamento degli interessi sul debito.

E, in definitiva, dice Moody’s che i fondamentali e le debolezze dell’Italia sono difficilmente conciliabili con un rating più alto di A3 e che Paesi come Repubblica Ceca e Corea del Sud, che godono di un ben più rassicurante A1, o anche la Polonia (A2) non hanno certo i guai che abbiamo noi a livello di debito monstre e sfide strutturali.

E conclude: aspettatevi un altro downgrade se persiste la debolezza economica, ci sono difficoltà nell’implementazione delle riforme o aumentano le incertezze politiche, in misura tale da comportare uno slittamento del consolidamento fiscale o un’inversione della traiettoria di riduzione del debito. Per non parlare dell’effetto di possibili choc nell’area euro (tipo un default greco?) o di un peggioramento delle condizioni di accesso dell’Italia al mercato del debito.

Al contrario, il rating potrebbe salire con riforme fiscali ed economiche che effettivamente rafforzino la crescita e i conti, o se le finanze pubbliche diventano “meno sensibili alle volatili condizioni del funding”. No joke.

In tutto questo, un aspetto interessante c’è: e cioè che Moody’s ha declassato la Spagna di due notch, e quindi adesso è un A3 proprio come l’Italia. Perché a me questa faccenda della Spagna valutata come più affidabile dell’Italia non va proprio giù.

Annunci