Archivi tag: Seat Pagine Gialle

Azione di responsabilità is the new black

Standard

«Abbiamo valutato che nell’interesse sociale di Fonsai fosse necessario e opportuno votare a favore dell’azione di responsabilità». Carlo Cimbri, ad Unipol e Fonsai

I copioni scontati sono sempre odiosi. Sentire un top manager italiano esprimersi in questo modo non sarebbe stato cosa scontata appena qualche mese fa, quando la parola che maggiormente teneva banco sulle cronache finanziarie era “manleva” e sulle azioni di responsabilità si registrava un tasso di ipocrisia stellare. Erano i tempi della manleva ai Ligresti, manleva all’ex management di una Seat Pagine Gialle salvata con una complessa ristrutturazione finanziaria (cui a distanza di pochi mesi è seguito il filing per un concordato preventivo, ma questa è un’altra storia), i tempi della straordinaria mossa pilatesca del cda Telecom sulle azioni di responsabilità (ovviamente mai avviate) nei confronti degli ex vertici Carlo Buora e Riccardo Ruggiero. In cui a volte addirittura le azioni di responsabilità venivano deliberate e poi revocate (Kr Energy).

E invece oggi, cambiata la stagione, la manleva è out, l’azione di responsabilità è in.

Tra i primi ad adeguarsi alla nuova moda i tipi di Mps, che in piena febbre da pulizie in casa hanno avviato azioni di responsabilità e risarcitorie nei confronti dell’ex numero uno Giuseppe Mussari, dell’ex dg Antonio Vigni e di Nomura e Deutsche Bank. E ora Cimbri, che dice che l’accordo sulla manleva concessa ai Ligresti ai tempi delle trattative sul matrimonio Unipol-Fonsai non ha efficacia «di fronte a questa fattispecie» (l’azione di responsabilità, appunto). Evvai.

Chissà come andrà a finire. In ogni caso, una volta tanto è bello credere che chi ha gestito male e ha portato società sull’orlo del dissesto potrebbe pagare per i propri errori. E’ un’illusione edificante. Almeno fino a che non passa la moda.

 

Annunci

Tutti a chiedere manleva. Un po’ di autocritica?

Standard

Fa specie apprendere che i fondi di private equity che attualmente – e ancora per poco – costituiscono il nucleo azionario di controllo di Seat Pagine Gialle si apprestano a chiedere all’assemblea la manleva per il cda.

Cvc, Permira e Investitori Associati, secondo quanto riferisce l’agenzia Radiocor riportando il contenuto di un documento per l’assemblea, chiederanno di adottare «sia il più ampio scarico di responsabilità, sia le opportune manleve a favore dei componenti degli organi sociali di Seat che hanno il merito di aver messo in sicurezza la società e di aver operato a tutela degli interessi dei vari stakeholder».

Ricordiamo che Seat, un’azienda fondamentalmente sana, stava per affondare sotto il peso dei debiti accumulati dai vari passaggi di mano tra gli azionisti.

E ricordiamo anche che non si è mai sentito tanto parlare di manleva come in questo periodo: è stata nominata all’assemblea Telecom (in quel caso per negare che fosse stata attribuita a Luca Luciani, che è appena stato rinviato a giudizio per la vicenda delle sim false), si è parlato in lungo in largo della manleva che la Consob non vuole venga riconosciuta alla famiglia Ligresti per dare a Unipol l’esenzione dall’Opa su FonSai, e ora salta fuori la manleva pretesa dai fondi azionisti di Seat a favore dei consiglieri da loro espressi in cda.

Eppure, in un momento in cui la crisi azzanna i mercati e le imprese, in cui i risparmiatori assistono impotenti all’erosione del valore rei propri investimenti in Borsa, in cui finalmente si comincia a parlare con minore timidezza della malagestione che ha trascinato alcuni gruppi quotati sull’orlo del baratro, sarebbe il caso che qualcuno si assumesse le proprie responsabilità.
Possibile che nulla sia mai colpa di nessuno?

Ma quanto vale Seat? Bondholder e azionisti la pensano diversamente

Standard

Quanto vale Seat Pagine Gialle? Parecchio, a giudicare dalla reazione del mercato, che dopo la notizia del salvataggio della società di directories, arrivata venerdì scorso,  ha riversato sul titolo un’ondata di acquisti. Venerdì il titolo è balzato del 19,52%, lunedì di oltre il 33% e ieri,  dopo un avvio brillante in cui era arrivato fino a un rialzo del 13,29%  nell’intraday, ha poi ripiegato sotto il peso delle prese di beneficio (-4,83%) senza comunque intaccare eccessivamente i guadagni stellari delle due sedute precedenti.

È il caso però di fare comunque qualche calcolo per capire se l’entusiasmo del mercato che ha portato le azioni ad apprezzarsi di un complessivo 50% in tre sedute sia ben riposto.

Dunque, il grosso del debito di Seat è rappresentato dal bond Lighthouse da 1,3 miliardi di euro quotato in Lussemburgo, in mano a istituzionali, che quota al momento intorno al valore nominale (16 euro). In base all’accordo di ristrutturazione del debito con banche e obbligazionisti, i possessori di questo bond ne convertiranno una parte, 1,2 miliardi di euro, in capitale, ricevendo il 90% delle azioni post ristrutturazione.

Se si fa un calcolo proporzionale (1,2 miliardi stanno a 100 come 16 sta a x), comprando il bond a 16 euro si valorizza il 90% della Seat post ristrutturazione a 192 milioni di euro. Aggiungendo un altro 10%, la cifra sale a 211 milioni, che dovrebbe essere quindi il valore del gruppo una volta fatto l’aumento di capitale per la conversione.

Dividendo la cifra per il numero di azioni (che sarà intorno a 19,2 miliardi) si ottiene un valore unitario delle ordinarie a 0,0109 euro.

Ma ieri Seat ha chiuso a 0,063 euro: i conti non tornano. Anche tralasciando altre valutazioni (gli addetti ai lavori fanno notare che il titolo quota con un premio significativo rispetto ai multipli di competitor come PagesJaunes), vale la pena di osservare che la discrepanza tra valore implicito espresso dai bond e valore di Borsa assume anche una connotazione importante alla luce dei soggetti che contribuiscono alla formazione del prezzo.

Perché a fare il prezzo del bond sono gli istituzionali, evidentemente tiepidi sul dossier, mentre la recente ondata di acquisti in Borsa che ha gonfiato la capitalizzazione proviene probabilmente in larga parte dai risparmiatori: gente che in passato si è già scottata parecchio comprando Seat sui massimi, ma che evidentemente non ha imparato granché dai propri errori (o che forse, banalmente, non ha una calcolatrice a portata di mano). Il che, come diceva Guareschi, è bello e istruttivo.

AGGIORNAMENTO AL POST DELLE 12.26. Seat ha appena comunicato che la proposta di ristrutturazione finanziaria del gruppo ha ottenuto un’adesione degli oblbigazionisti senior secured del 97%. Il titolo perde il 7% a 0,0586 euro.